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Fumo: sigaretta elettronica, 'tanto vapore per nulla?'

Sono stati analizzati i comportamenti dei consumatori di sigarette elettroniche in Italia. Una ricerca dell'associazione I-Think, intitolata ''Tanto vapore per nulla? Il punto sulla sigaretta elettronica'', esamina importanti studi scientifici, norme e dati relativi alla diffusione delle e-cig nel nostro paese e nel mondo. Questo lavoro ha l'obiettivo di favorire il dibattito e contribuire a un quadro normativo che regoli la crescente presenza delle sigarette elettroniche, introdotte in Cina nel 2003 e arrivate in Europa nel 2006.

In Italia, secondo l'ANaFe, l'Associazione nazionale fumo elettronico, si stima che circa un milione di persone, per lo più giovani, utilizzino sigarette elettroniche, con una media di 9 utilizzi al giorno. Il numero di utenti è in continuo aumento: nel 2010 sono state vendute 750 mila sigarette elettroniche, salite a 2,5 milioni nel 2011 e a 3,5 milioni nel 2012. Questi dati sono anche influenzati dalla convenienza economica, con una spesa annuale media di 350 euro per le e-cig, in contrasto ai 1.460 euro per le sigarette tradizionali. Negli ultimi anni è emerso un nuovo mercato con 1.500 punti vendita, destinati a crescere a 4 mila entro la fine del 2013, generando un fatturato di 350 milioni di euro nel solo 2012 e impiegando 4 mila persone. A livello globale, il mercato delle sigarette elettroniche vale 1,5 miliardi di euro.

Tra nicotina e aromi, un'indagine condotta da Doxa-ISS-Istituto Mario Negri mostra che la maggior parte dei consumatori, sia abituali che occasionali, predilige le e-cig con nicotina (69,1% dei fumatori occasionali e 93% dei fumatori abituali). Inoltre, il 44,4% degli utenti ha ridotto il numero di sigarette tradizionali fumate, il 22,9% ha drasticamente diminuito il loro consumo, mentre il 22,1% non ha cambiato le proprie abitudini e il 10,6% ha smesso completamente.

Questi dati evidenziano la necessità di approfondire gli effetti sulla salute delle sigarette elettroniche e di valutare la loro efficacia come strumento per smettere di fumare. La ricerca di I-Think analizza le posizioni internazionali riguardanti la classificazione delle e-cig, se come prodotto farmaceutico o come prodotto tabacco, una questione complessa dovuta alla mancanza di studi clinici controllati. In Italia, diversi studi sono in corso, tra cui quelli dell'Università di Catania e dell'Istituto Europeo di Oncologia, per valutare l'uso delle sigarette elettroniche nella disassuefazione al fumo. Il mercato italiano è liberalizzato, con marchio CE obbligatorio solo per le sigarette con nicotina, e divieto per i minori di diciotto anni, oltre a raccomandazioni per le donne in gravidanza e in allattamento.

Pertanto, secondo I-Think, è fondamentale elaborare una proposta di legge che preveda trial clinici, standard di produzione e distribuzione, misure contro il contrabbando, e campagne informative sui corretti stili di vita.(Fonte: SaluteOggi - ASCA.it)